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Inaugurazione
25 luglio | ore 21:30
Monte Vidon Corrado, Piazza del Centro Storico
๐๐ง๐ญ๐จ๐ง ๐๐จ๐ซ๐๐ง ๐๐ฎ๐ฌ๐ข๐ (1909 โ 2005) รจ artista di โconfineโ, nato in un villaggio vicino Gorizia, allora parte dellโimpero austro-ungarico. Formatosi allโAccademia di Zagabria, si รจ nutrito delle suggestioni del paesaggio della propria infanzia, una terra che torna nellโintera sua produzione artistica a partire dai celeberrimi quanto identitari โcavalliniโ dalmati. Attraverso la specificitร di quel paesaggio, Music ha filtrato e riletto di volta in volta il mondo di cui ha fatto esperienza, interpretandolo fino ad una completa identificazione interiore con quello spazio.
Per i suoi natali, รจ stato un ponte tra Occidente e Oriente, protagonista tra i piรน significativi dellโarte del secondo Novecento, pittore e maestro indiscusso nellโarte della grafica, consacrato nel 1956 dal Gran Premio della Grafica alla Biennale di Venezia.
Le sale del Centro Studi e gli spazi della Casa Museo Osvaldo Licini ospitano una grande mostra dedicata a un artista che con Licini condivide, naturalmente a proprio modo e con le necessarie divergenze, talune risonanze interiori come la ricerca dellโessenzialitร , la riduzione della linea a segno primordiale, la riflessione sul tema della morte, lโintonazione silente del paesaggio trasfigurato (al tempo stesso favolistica e malinconica), la memoria introiettata della propria Terra natia, la dimensione atemporale dellโimmagine e il suo muoversi tra lโastratto e il figurativo, la discesa stessa agli Inferi e la risalita.
A cura di Daniela Simoni e Stefano Bracalente, la mostra ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐ง๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐๐ฌ๐ ๐๐ฎ๐ฌ๐๐จ ๐๐ฌ๐ฏ๐๐ฅ๐๐จ ๐๐ข๐๐ข๐ง๐ข รจ promossa dal Centro Studi Licini in collaborazione con il Comune di Monte Vidon Corrado, con la Regione Marche e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, e raccoglie una selezione di opere provenienti dalla ๐ซ๐๐๐๐จ๐ฅ๐ญ๐ ๐๐๐ซ๐๐๐ฅ๐ฅ๐๐ญ๐ญ๐ข, esito quarantennale di un collezionismo raffinato, sensibile e appassionato allโarte di Zoran Music.
Oli e acquerelli, litografie e soprattutto incisioni, nel complesso databili dal 1947 ai primi anni Ottanta, documentano gran parte della sua ricerca artistica, con un percorso espositivo costruito su criteri cronologici e tematici. Non soltanto i noti cavallini e asinelli dalmati, di sapore quasi preistorico, ma pure le colline del paesaggio umbro-senese, i paesaggi rocciosi del Carso e della Dalmazia, talune vedute di Venezia โ cittร dโadozione per Music, mirabile luogo dโincontro tra Oriente e Occidente โ alcuni ritratti dellโamata moglie Ida e opere che attestano la fase di astrazione progressiva del dato realistico verso esiti segnici (con la serie delle ๐
๐๐ก๐) e persino informali (con il ciclo delle ๐๐๐๐๐ ๐โ๐ผ๐ ๐ก๐๐๐ ).
In mostra anche la sconvolgente serie ๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐ข๐๐ก๐๐๐, del 1970, in cui Music lascia riaffiorare alla memoria lโorrore dellโesperienza di internato vissuta nel lager di Dachau quasi trentโanni prima. Quel tragico vissuto lo aveva portato, dopo la guerra, a rendere i temi prediletti sempre piรน spogli ed essenziali, proiettando sul paesaggio circostante il fantasma di quel ricordo terrificante.
La mostra si inserisce nellโattivitร pluriennale del Centro Studi Licini, da una parte proseguendo la presentazione al pubblico dei grandi artisti storicizzati del XX secolo, dallโaltra indagando il tema del โsegnoโ nellโarte contemporanea come giร in mostre precedentemente ordinate.
Inaugurazione in collaborazione con la Proloco di Monte Vidon Corrado