Osvaldo Licini

Zoran Music nella Casa Muso Osvaldo Licini

Inizio Mostra: 25/07/2026

Fine Mostra: 10/01/2027

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๐ง๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐‚๐š๐ฌ๐š ๐Œ๐ฎ๐ฌ๐ž๐จ ๐Ž๐ฌ๐ฏ๐š๐ฅ๐๐จ ๐‹๐ข๐œ๐ข๐ง๐ข
Inaugurazione
25 luglio | ore 21:30
Monte Vidon Corrado, Piazza del Centro Storico

๐€๐ง๐ญ๐จ๐ง ๐™๐จ๐ซ๐š๐ง ๐Œ๐ฎ๐ฌ๐ข๐œ (1909 โ€“ 2005) รจ artista di โ€œconfineโ€, nato in un villaggio vicino Gorizia, allora parte dellโ€™impero austro-ungarico. Formatosi allโ€™Accademia di Zagabria, si รจ nutrito delle suggestioni del paesaggio della propria infanzia, una terra che torna nellโ€™intera sua produzione artistica a partire dai celeberrimi quanto identitari โ€œcavalliniโ€ dalmati. Attraverso la specificitร  di quel paesaggio, Music ha filtrato e riletto di volta in volta il mondo di cui ha fatto esperienza, interpretandolo fino ad una completa identificazione interiore con quello spazio.
Per i suoi natali, รจ stato un ponte tra Occidente e Oriente, protagonista tra i piรน significativi dellโ€™arte del secondo Novecento, pittore e maestro indiscusso nellโ€™arte della grafica, consacrato nel 1956 dal Gran Premio della Grafica alla Biennale di Venezia.

Le sale del Centro Studi e gli spazi della Casa Museo Osvaldo Licini ospitano una grande mostra dedicata a un artista che con Licini condivide, naturalmente a proprio modo e con le necessarie divergenze, talune risonanze interiori come la ricerca dellโ€™essenzialitร , la riduzione della linea a segno primordiale, la riflessione sul tema della morte, lโ€™intonazione silente del paesaggio trasfigurato (al tempo stesso favolistica e malinconica), la memoria introiettata della propria Terra natia, la dimensione atemporale dellโ€™immagine e il suo muoversi tra lโ€™astratto e il figurativo, la discesa stessa agli Inferi e la risalita.


A cura di Daniela Simoni e Stefano Bracalente, la mostra ๐™๐Ž๐‘๐€๐ ๐Œ๐”๐’๐ˆ๐‚ ๐ง๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐‚๐š๐ฌ๐š ๐Œ๐ฎ๐ฌ๐ž๐จ ๐Ž๐ฌ๐ฏ๐š๐ฅ๐๐จ ๐‹๐ข๐œ๐ข๐ง๐ข รจ promossa dal Centro Studi Licini in collaborazione con il Comune di Monte Vidon Corrado, con la Regione Marche e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, e raccoglie una selezione di opere provenienti dalla ๐ซ๐š๐œ๐œ๐จ๐ฅ๐ญ๐š ๐Œ๐š๐ซ๐œ๐ž๐ฅ๐ฅ๐ž๐ญ๐ญ๐ข, esito quarantennale di un collezionismo raffinato, sensibile e appassionato allโ€™arte di Zoran Music.
Oli e acquerelli, litografie e soprattutto incisioni, nel complesso databili dal 1947 ai primi anni Ottanta, documentano gran parte della sua ricerca artistica, con un percorso espositivo costruito su criteri cronologici e tematici. Non soltanto i noti cavallini e asinelli dalmati, di sapore quasi preistorico, ma pure le colline del paesaggio umbro-senese, i paesaggi rocciosi del Carso e della Dalmazia, talune vedute di Venezia โ€“ cittร  dโ€™adozione per Music, mirabile luogo dโ€™incontro tra Oriente e Occidente โ€“ alcuni ritratti dellโ€™amata moglie Ida e opere che attestano la fase di astrazione progressiva del dato realistico verso esiti segnici (con la serie delle ๐‘…๐‘’๐‘ก๐‘–) e persino informali (con il ciclo delle ๐‘‡๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘‘โ€™๐ผ๐‘ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘–๐‘Ž ).


In mostra anche la sconvolgente serie ๐‘๐‘œ๐‘› ๐‘ ๐‘–๐‘Ž๐‘š๐‘œ ๐‘”๐‘™๐‘– ๐‘ข๐‘™๐‘ก๐‘–๐‘š๐‘–, del 1970, in cui Music lascia riaffiorare alla memoria lโ€™orrore dellโ€™esperienza di internato vissuta nel lager di Dachau quasi trentโ€™anni prima. Quel tragico vissuto lo aveva portato, dopo la guerra, a rendere i temi prediletti sempre piรน spogli ed essenziali, proiettando sul paesaggio circostante il fantasma di quel ricordo terrificante.


La mostra si inserisce nellโ€™attivitร  pluriennale del Centro Studi Licini, da una parte proseguendo la presentazione al pubblico dei grandi artisti storicizzati del XX secolo, dallโ€™altra indagando il tema del โ€œsegnoโ€ nellโ€™arte contemporanea come giร  in mostre precedentemente ordinate.

Inaugurazione in collaborazione con la Proloco di Monte Vidon Corrado